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Troppi strumenti di supervisione, poca chiarezza

Written by Frank Laschet | Aug 6, 2026, 6:56:42 AM

 

Quando parlo con i responsabili IT, sento quasi sempre la stessa storia: il monitoraggio è sufficiente. Anzi, ce n’è persino troppo. Dashboard, alert, metriche: c’è tutto. Eppure, nel momento decisivo, una semplice domanda rimane senza risposta: che cosa è realmente coinvolto in questo momento e quanto è critica la situazione?

È esattamente questa l’esperienza che volevamo validare con dati affidabili. Per questo nel 2026 USU ha incaricato Forrester Consulting di condurre uno studio. Lo studio ha coinvolto 423 decision maker responsabili della strategia di monitoraggio IT nelle rispettive organizzazioni in Germania, Austria, Svizzera, Francia e Stati Uniti. I risultati confermano ciò che molti team sperimentano ogni giorno e mostrano in quale direzione si sta evolvendo il moderno monitoraggio IT. I risultati completi sono disponibili nello studio Forrester sul monitoraggio IT.

Perché più strumenti non generano più chiarezza

Partiamo dal dato più evidente: l’83% delle organizzazioni intervistate utilizza tre o più strumenti di monitoraggio. Nel corso degli anni, le organizzazioni hanno aggiunto un altro strumento specializzato per ogni nuovo ambiente: cloud, container, applicazioni, infrastruttura. Il risultato raramente è una maggiore chiarezza. Più spesso è un panorama frammentato di soluzioni isolate.

Questa frammentazione ha delle conseguenze. Solo il 63% considera i propri strumenti “efficaci” nel fornire una visione unificata di tutti i sistemi e gli ambienti. In altre parole, più di un terzo delle organizzazioni non dispone proprio di questa visione end-to-end. Durante le interruzioni critiche per il business, questa lacuna conta: il 41% indica la lentezza nel rilevamento dei problemi e nell’analisi delle cause principali come una delle sfide maggiori.

Il vero problema non è la visibilità. È il contesto. 

Per me, questa è la conclusione centrale dello studio: le organizzazioni non chiedono più dati. Chiedono contesto. Alla domanda su cosa sarebbe più utile negli incidenti critici e rilevanti per i servizi, gli intervistati hanno indicato al primo posto una chiara mappatura delle dipendenze tra applicazioni, infrastruttura e servizi di terze parti (42%), prima ancora di metriche più dettagliate. È ciò di cui i team hanno bisogno: non un altro segnale, ma il collegamento tra segnale, servizio e impatto.

 

 

L’osservabilità non è la risposta predefinita

Molti team considerano l’osservabilità la via d’uscita più ovvia dal caos degli strumenti. Per analisi tecniche approfondite può essere utile. Ma per le attività quotidiane delle IT Operations, una piattaforma di osservabilità completa spesso offre più di quanto i team abbiano realmente bisogno. È progettata per scenari DevOps basati su log, metriche e trace. Allo stesso tempo, può comportare un’elevata complessità, un notevole impegno operativo e soprattutto costi difficili da prevedere.

Lo studio riflette questa tensione: il 55% degli intervistati afferma che i modelli di licenza basati sull’utilizzo e sui volumi rendono difficile controllare i costi di monitoraggio, soprattutto con la crescita dell’ambiente. Inoltre, il 56% segnala che trascorre troppo tempo prima che nuovi strumenti di monitoraggio o osservabilità generino valore nelle operations.

Più funzionalità non significano automaticamente più chiarezza. Possono anche creare nuovi attriti operativi e finanziari.

 

Tra soluzioni troppo semplici e troppo complesse: serve una via intermedia

 

 

Molte organizzazioni si trovano quindi tra due opzioni insoddisfacenti. Da una parte, il monitoraggio tradizionale: dati di base affidabili, ma privi di contesto di servizio. Dall’altra, un’osservabilità completa: tecnicamente approfondita, ma complessa e costosa da gestire.

Questo dilemma non è un aspetto marginale. È una realtà diffusa: il 34% degli intervistati dichiara esplicitamente di sentirsi intrappolato tra strumenti di monitoraggio troppo semplici e piattaforme troppo complesse per le attività quotidiane. È proprio in questo spazio che oggi operano molti team IT Operations.

È qui che, a mio avviso, entra in gioco una terza via: il Multi Cloud Monitoring come soluzione pragmatica intermedia tra monitoraggio tradizionale e osservabilità. Orientata ai servizi anziché puramente tecnica, con Event Intelligence anziché sovraccarico di dati e costi prevedibili anziché modelli basati sui volumi.

 

La direzione del moderno monitoraggio IT

Lo studio Forrester mostra anche che cosa si aspettano le organizzazioni dalla nuova generazione di soluzioni di monitoraggio: una risoluzione più rapida dei problemi (62%), una maggiore affidabilità dei servizi (60%) e un minore impegno operativo grazie a una maggiore automazione (48%).

Il filo conduttore è chiaro: passare da metriche infrastrutturali isolate a una visione orientata ai servizi, con correlazione degli eventi, trasparenza delle dipendenze e una chiara definizione delle priorità in base all’impatto sul business. Non più telemetria fine a se stessa, ma chiarezza operativa che consenta decisioni più rapide e sicure.

 

Il mio punto di vista

 

Il monitoraggio tradizionale sta raggiungendo i propri limiti. Ma la risposta non è un altro strumento o ancora più dati. E non è automaticamente una piattaforma di osservabilità completa, spesso troppo complessa e costosa per le attività quotidiane. La risposta è il contesto: una visione centrale che correla gli eventi, rende visibili le dipendenze e si concentra su ciò che influisce realmente sulle operations. È esattamente questa la via intermedia che perseguiamo in USU con il Multi Cloud Monitoring: orientata ai servizi, con Event Intelligence e costi prevedibili.

Puoi leggere anche come interpretiamo i risultati dello studio nel nostro comunicato stampa «Il futuro del monitoraggio IT: dal caos degli strumenti alla Service Intelligence».

Scarica gratuitamente lo studio Forrester completo

Vuoi discutere del futuro del monitoraggio IT? Il Dr. Benjamin Strehl, amministratore delegato di USU, riprende i risultati dello studio su LinkedIn. Condividi il tuo punto di vista.

Lo studio «How Organizations Are Modernizing IT Monitoring To Reduce Complexity and Improve Clarity» è stato condotto nel 2026 da Forrester per conto di USU nel 2026. Sono stati intervistati 423 decision maker IT negli Stati Uniti, in Francia, Austria, Germania e Svizzera.

Informazioni sull’autore: Frank Laschet fa parte del team marketing dal 2022 ed è Senior Product & Field Marketing Manager IT Monitoring.